Curricolo Verticale

Giu 7, 2018 | didattica | 0 commenti

Il veliero disciplinare ha il compito di tenere la rotta che porta alle spiagge delle competenze. Il Documento del 31 luglio 2007 può rappresentare idealmente una caravella, che naviga verso l’isola (cantiere aperto). Non rappresenta una riforma, ma un’innovazione per la scuola, scuola dell’innovazione, scuola che va costruita, mentre, con quattro vele e due timonieri, la caravella naviga guardando al futuro, ma non ignorando il passato. I due timonieri sono Edgar Morin, che ha dato l’assenso ad essere nocchiero, nel momento in cui i grandi processi globali e glocali portano a distruzioni, generando processi di degradazione sociale, a meno che si recuperi il concetto di cittadinanza in forma socio–antropologica, e Don Milani, che ha insegnato a porre al centro del processo formativo l’alunno con i suoi linguaggi e stili cognitivi. La quattro vele sono: la conoscenza, macchina dei cambiamenti della società, che permette un maggiore sviluppo e ha una funzione umana; il relazionare con il cuore, momento affettivo che si oppone alle dinamiche di classe a livello competitivo; l’inclusione / intrusione, che realizza il diritto allo studio dei soggetti diversamente abili, e delle persone appartenenti ad altre etnie; il curricolo, percorso formativo di ogni grado scolastico, che lo identifica educativamente in continuità. Il curricolo non è un punto finale, non sono i programmi ministeriali, è un percorso: curricolo è fornire le competenze per la cittadinanza attiva.

Franco Frabboni: È salpato il veliero delle Indicazioni per il curricolo, 2008.      

 

Cosa è il curricolo verticale?

Con il riconoscimento dell’Autonomia (DPR 275/99) alle Istituzioni Scolastiche, il Piano dell’Offerta Formativa rappresenta “il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia” (art 3). Il cuore didattico del Piano dell’Offerta Formativa è il curricolo: complesso delle esperienze che una scuola intenzionalmente progetta e realizza per raggiungere delle mete formative. Il curricolo tiene conto dei differenti stili di apprendimento, considera basilari gli aspetti relazionali e motivazionali, si avvale della metacognizione per migliorare e consolidare gli apprendimenti al fine di personalizzare i percorsi formativi.

Il curricolo elaborato dai docenti del nostro Istituto:

  • propone obiettivi e contenuti prescrittivi che da un lato garantiscono l’unitarietà del sistema nazionale, dall’altro si declinano rivolgendo l’attenzione alla mission specifica dell’Istituto stesso, alla sua tradizione, alla realtà socio-culturale in cui è inserito, alle specifiche esigenze rilevate nell’ascolto dei bisogni degli alunni e nel confronto con le richieste e le attese delle famiglie e del territorio;
  • si configura come ricerca continua, grazie all’azione dei docenti, professionisti riflessivi impegnati in un costante lavoro di analisi, revisione e rielaborazione delle loro quotidiane pratiche didattiche;
  • non è la semplice distribuzione diacronica dei contenuti da insegnare, bensì il costante processo di adattamento delle programmazioni didattiche dei tre ordini di scuola in una situazione formativa concreta e unitaria che tiene conto delle fasi di sviluppo ricorrenti alle età specifiche;
  • si presenta come proposta didattica articolata ed in progress, per garantire continuità e gradualità, condividendo, in sede di programmazione didattica generale, finalità, obiettivi e metodologie;
  • si articola, in relazione ai diversi percorsi disciplinari, per “traguardi di sviluppo di competenze” e “obiettivi di apprendimento”, con riferimento ai fondamentali documenti ministeriali, ripensati poi a livello didattico, contenutistico e metodologico in un’ottica verticale che attraversa le diverse dimensioni dei campi di esperienza (Scuola dell’Infanzia), e delle discipline (Scuola primaria e Scuola Secondaria di 1°grado).

A chi serve il curricolo verticale?

  • Agli alunni, per i quali si elabora uno strumento dinamico, aggiornato ed aggiornabile, calibrato alle loro esigenze formative, non interpretate come semplice aderenza a programmi o indicazioni ministeriali, ma come consapevolezza di una realtà su cui intervenire, in termini organizzativi, didattici e metodologici;
  • Alle famiglie, che avranno a disposizione un altro strumento per orientarsi nell’offerta formativa, per capirla, per valutarla nelle diverse proposte;
  • Ai docenti, che potranno confrontarsi su scelte metodologie, esperienze, elaborazioni scientifiche più recenti e trasferire poi i risultati di questo confronto operativo nella didattica quotidiana;
  • All’Istituto, che delinea un suo “percorso formativo”, che costituisce il primo passo per l’autovalutazione d‘istituto, strumento essenziale per realizzare compiutamente la sua stessa l’identità come scuola;
  • Al territorio in cui opera la scuola, che vede riconosciute le sue peculiarità socioculturali.

A quali fonti normative fa capo il curricolo verticale?

La costruzione e definizione di un Curricolo Verticale di Istituto sono espressamente previste dalla normativa vigente, in particolare, dal D.M. 31 luglio 2007 (Documento tecnico e Indicazioni per il Curricolo) e dal successivo atto di indirizzo dell’O.M. 8 settembre 2009, ma a queste fonti si possono aggiungere:

  • la Legge 148/1990 che introduce il concetto di continuità educativo-didattica verticale tra i vari ordini di scuola;
  • il D.P.R. n 275/99 “Regolamento in materia di autonomia scolastica”;
  • la Legge 30/2000 “Legge Quadro in materia di Riordino dei Cicli dell’Istruzione”;
  • il D.M. del 28 febbraio 2001 “Indirizzi per l’attuazione del curricolo” per la Scuola dell’Infanzia e per la Scuola di base;
  • la Legge 53/2003 “Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale”;
  • il D.Lgs. 59/04 “Definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione” con le Indicazioni Nazionali per i Piani personalizzati delle attività educative (Scuola dell’Infanzia), le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati (Scuola primaria), le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati (Scuola secondaria di primo grado);
  • il D.P.R. 89/2009 e la C.M. 31/2012, da cui le “Indicazioni Nazionali per il curricolo” del settembre 2012 Il Curricolo verticale elaborato nel nostro Istituto, al fine di ottemperare alla normativa, ma soprattutto per avere un quadro progettuale e didattico più completo, redatto collegialmente e condiviso da tutti i docenti, si articola in più documenti, che vanno dalle rilevazioni sistematiche degli indicatori di continuità nella scuola dell’infanzia al profilo delle competenze al termine del primo ciclo, in modo da seguire l’alunno in tutto il suo percorso e portarlo al successo formativo.

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